8 marzo, la mostra Rinate da We Talk contro il femminicidio

Il 7 e l’8 marzo il progetto fotografico Rinate – Oltre il femminicidio torna a Roma, questa volta a teatro e con la rassegna “We Talk-Rompiamo il silenzio”

Parlare e rompere il silenzio attraverso l’arte è stato l’obiettivo dell’incontro del 7 e 8 marzo 2026 al Teatro Tor Pignattara, dove We talk- Rompiamo il silenzio ha invitato anche Rinate-Oltre il femminicidio per riflettere ancora sull’importanza dell’educazione di genere e dell’affettività nel Paese.

La mostra

Rinate -Oltre il femminicidio è il progetto fotografico della fotografa Stefania Prandi, realizzato nel 2024 su iniziativa di REA, Reagire alla Violenza, in collaborazione con Fondazione Vodafone e Fondazione Media Literacy. La mostra nasce grazie alla tecnica del fotogiornalismo collaborativo ed evoca le vicende di quattro donne, Azadeh, Beatrice, Laura e Marina, sopravvissute al femminicidio. Ritratti, foto di oggetti e parole sono il racconto dei meccanismi della violenza maschile.

7-8 marzo 2026

Il viaggio di Rinate continua e torna visibile al pubblico in occasione del Giorno Internazionale della Donna, al Teatro Tor Pignattara. “We Talk-Rompiamo il silenzio” organizza un itinerario attraverso il teatro, il cinema, la letteratura, la musica, la pittura e non ultima per importanza la fotografia, per svelare le dinamiche coercitive della naturalizzazione della violenza maschile sulle donne. La mostra viene accompagnata dal seminario tenuto da Lidia Gattini, segretaria generale di Fondazione Media Literacy, sull’importanza della discussione tra i giovani delle disparità di genere e l’educazione affettiva.

Le tappe

La mostra ha visto la sua tappa finale il 22 novembre del 2024 al Parlamento Europeo, ma il racconto dei meccanismi della violenza di genere aveva vissuto altre 10 tappe in scuole secondarie di primo e secondo grado tra Calabria, Puglia, Lazio, Emilia-Romagna, Piemonte e Lombardia. Seminari ed educazione all’immagine sono stati il mezzo per insegnare a individuare in modo critico ed emotivamente intelligente le giustificazioni dirette e indirette delle violenze di genere.